Il 22 luglio prossimo L’Università degli Studi di Teramo presenterà il progetto #mapyourselfie e aderirà all’iniziativa europea 6PM Your Local Time, un grande evento d’arte contemporanea che coinvolgerà musei, istituzioni, gallerie e artisti da tutta Europa.
#mapyourselfie è un progetto ideato da Raffaella Morselli – docente della facoltà di Scienze della comunicazione dell’’Università di Teramo e delegato del rettore alla cultura – in collaborazione con Mario Savini dottorando dell’ateneo nell’ambito del Corso di “Produzione artistica e musicale”. L’obiettivo è la valorizzazione dei territori attraverso una mappa emozionale disegnata direttamente dagli utenti con un selfie. Chiunque può far conoscere le eccellenze locali, condividendo e geolocalizzando le immagini su Instagramcon l’hashtag #mapyourselfie: una mappa geografica consultabile online (http://www.postinterface.com/mapyourselfie) mostra le foto di chi partecipa all’iniziativa. Il progetto verrà presentato mercoledì 22 luglio alle ore 17 presso la Sala delle lauree della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo dove saranno esposte tutte le immagini registrate.
#mapyourselfie aderisce al grande evento europeo 6PM Your Local Time, un’iniziativa d’arte contemporanea che coinvolgerà musei, istituzioni, gallerie e artisti da tutta Europa. Si tratta di un appuntamento distribuito e connesso in rete, che si svolgerà simultaneamente in sedi differenti nell’arco di una sola serata, coordinato da una sede centrale e documentato online da un’applicazione web. Dopo un evento pilota organizzato con successo nel Regno Unito a ottobre 2014, il format troverà la sua piena applicazione il prossimo 22 luglio, quando oltre 200 partecipanti da tutta Europa, distribuiti su 4 fusi orari differenti, inaugureranno l’iniziativa alla stessa ora, documentando i rispettivi eventi in tempo reale sulla piattaforma online http://www.6pmyourlocaltime.com.
6PM Your Local Time è un format del Link Art Center, sviluppato in collaborazione con Abandon Normal Device (AND), Manchester e Gummy Industries. Il progetto 6PM Your Local Time è finanziato con il sostegno della Commissione europea.
Promuovi il tuo territorio con un selfie e fai conoscere le eccellenze locali (i monumenti, i tesori naturalistici, i prodotti enogastronomici). Condividi e geolocalizza la tua foto su Instagram con l’hashtag #mapyourselfie. Questa mappa geografica raccoglie le immagini degli utenti per farne un originale itinerario turistico.
Promote your territory with a selfie, showing the most important local characteristics (monuments, natural landscapes, local food and wine). Share and geolocalize your photo on Instagram with the hashtag #mapyourselfie. This geographic map shows the images of the users to make an original touristic itinerary.
Ecco cos’è il “sellotape selfie”. Puoi leggere il mio articolo su Between Journal, la rivista scientifica dell’Università di Cagliari.
This is what “sellotape selfie” is! You can read my paper in Between Journal, the scientific magazine of the University of Cagliari.
L’articolo propone una riflessione sul “nomadismo culturale” inteso come interscambiabilità dei ruoli dell’artista e dello spettatore: con la diffusione delle nuove tecnologie e delle reti informatiche sembra impensabile poter contrapporre all’arte la non-arte in quanto l’opera è riuscita a dilatare i confini della propria rappresentazione per immergersi nell’esperienza della vita. Esempio di tale sconfinamento è il “sellotape selfie”, la condivisione sui social network di un autoritratto fotografico con il viso deformato da giri di nastro adesivo trasparente, un fenomeno che ha iniziato a diffondersi tramite Facebook nella primavera del 2014. Qui si presentano le opere di importanti artisti contemporanei al fine di indagare le fonti di questa pratica performativa.
“Velocità è bellezza: l’espressione artistica del movimento”. Vi aspetto mercoledì 13 maggio all’Università di Teramo (Facoltà di Scienze della comunicazione).
Su WIRED una mia riflessione sul #selfie.
Selfie, la rappresentazione di se stessi è affermazione dell’essere hic et nunc.
Dallo spazio della contemplazione a quello dell’azione.
Per i vent’anni della Galleria Marconi, ecco il nuovo sito: http://galleriamarconi.it
Puoi seguirmi anche su Academia.edu
L’uomo del XXI secolo vive totalmente immerso in un universo tecnologico e in una società dell’informazione da cui prende forma una realtà virtuale che scorre parallelamente a quella reale. Si è sempre stati abituati a fare una distinzione fra ciò che è reale da ciò che è virtuale ma la condizione al giorno d’oggi è tale da aver reso non più ben definita la questione ma anzi i confini sembrano quasi spariti lasciando spazio a un nuovo territorio denominato dal critico d’arte Mario Savini “Postinterface”. Full text
Università degli Studi di Macerata
IL CAPITALE CULTURALE. Studies on the Value of Cultural Heritage
N° 10 (2014): Periferie. Dinamiche economiche territoriali e produzione artistica
Transgeografia
Le nuove esperienze dell’abitare tra i paesaggi mediatici dell’arte
Mario Savini
Abstract
Le pratiche artistiche in rete, sempre più relazionali, sembrano aver mutato la complessità del territorio, annullando definitivamente ogni differenza tra centro e periferia. In generale, le concezioni relative alla natura dello spazio sono messe continuamente in discussione in quanto si è avviato un grande processo di unificazione e globalizzazione. Le nuove esperienze dell’abitare fanno parte di un’infrastruttura culturale che definirei “Transgeografia”, un insieme di ecosistemi informativi che trasformano il territorio urbano in ambienti interattivi: il paesaggio è in grado di immagazzinare, scambiare e modificare dati attraverso le reti informatiche, facilitando l’accesso alla sfera pubblica. Nella riflessione proposta si cerca di delineare, anche attraverso rilevanze socio-antropologiche, la nuova cognizione del territorio suggerita da opere interattive dove ogni singolo contributo diventa patrimonio comune.
The constant evolution of online artistic practices, that are increasingly relational, seem to have changed territorial complexity, eliminating any difference between center and periphery. In general, the different views on spacial nature are continually questioned due to the major unification and globalisation process. The new living experiences are part of a cultural infrastructure that I would define as “Transgeography”, i.e. a collection of information ecosystems that transform the urban territory into interactive environments: the landscape is able to store, exchange and modify data through computer networks, facilitating access to the public sphere. The purpose of this analysis is to outline, also from a socio-anthropological viewpoint, a new knowledge of the territory as suggested by interactive works, in which, every single contribution becomes common heritage.
Artists
Art is Open Source (Salvatore Iaconesi, Oriana Persico), The Electronic Man (2011)
Aram Bartholl, Dead Drops (2010)
Shawn Brixey, Eon (2003)
Franz Cerami, Light Your Blue (2009)
Masaki Fujihata, Light on the Net (1996)
John Geraci, Grafedia (2005)
Ken Goldberg, Joseph Santarromana, Telegarden (1996/2004)
Eduardo Kac, Teleporting An Unknown State (1994/1996)
Rafael Lozano-Hemmer, Vectorial elevation (1999/2000)
Stephen Spyropoulos, Theodore Spyropoulos, Memory Cloud Detroit (2011)
Jennifer Wen Ma, Nature and Man in Rhapsody of Light (2013)
Jens Wunderling, Default to public: tweetleak (2008)