Genonosis: arte, vita e sistemi rigenerativi nell’epoca post-naturale

È stato recentemente pubblicato il mio nuovo articolo Genonosis: Post-natural aesthetics and regenerative systems in contemporary bioart all’interno del primo numero della rivista Biodigital Ver Sacrum – Journal of Biodigital Architecture & Design, edita dall’Institute for Biodigital Architecture & Genetics (iBAG) della Universitat Internacional de Catalunya.
Il contributo si inserisce nel dibattito contemporaneo sulle relazioni tra arte, scienza e ambiente, proponendo una riflessione sulle pratiche artistiche che operano direttamente all’interno dei processi vitali. L’attenzione è rivolta a una generazione di opere che non si limitano a rappresentare la natura, ma intervengono attivamente nei suoi equilibri, utilizzando materiali biologici, organismi viventi e tecnologie bioingegneristiche.
Al centro dell’articolo vi è il concetto di Genonosis (dal greco génesis e koinosis), un neologismo teorico che definisce un paradigma in cui l’arte si configura come sistema generativo del vivente, capace di attivare processi di trasformazione ecologica attraverso interventi bio-estetici.
In questo contesto, l’opera non è più un oggetto autonomo, ma un nodo relazionale inserito in reti simbiotiche tra esseri umani, organismi non umani e ambiente. Si tratta di un passaggio decisivo: dall’estetica della rappresentazione a una poetica dell’azione, in cui l’arte assume un ruolo attivo nei processi di rigenerazione ambientale.
L’articolo analizza tre casi emblematici di questa prospettiva: Covering Earth (2025) di Orkan Telhan, che utilizza tessuti microbici per la rigenerazione dei suoli contaminati; Korallysis (2018–2024) di Gilberto Esparza, un sistema bioelettrochimico che favorisce la crescita dei coralli; ExoGarden (2023–2024) di Anna Vershinina, un ecosistema modulare progettato per sostenere forme di vita in ambienti estremi. Questi progetti condividono una visione comune: l’arte come infrastruttura vivente, capace di attivare trasformazioni concrete nei territori e negli ecosistemi.
In un’epoca segnata da profonde trasformazioni ecologiche, il paradigma della Genonosis propone un ripensamento radicale del ruolo dell’arte: da linguaggio simbolico a pratica operativa, da oggetto a processo, da contemplazione a partecipazione. Non si tratta più di rappresentare la crisi ambientale, ma di intervenire in essa, generando nuove forme di coesistenza tra umano e non umano.